Moscato d’Asti DOCG Annata 2018

Vino

Oggi l’uva Moscato ha trovato la sua casa ideale in una vasta zona collinare di 52 piccoli paesi che attraversa tre province del sud Piemonte, ma l’ultima ricerca scientifica ci dice che il moscato era in realtà la prima uva coltivata, la progenitrice di tutta la viticoltura, dalla quale sono via via derivate tutte le infinite varietà oggi conosciute.

Quest’uva viene ancora pigiata come si faceva nel seicento, all’epoca fu il gioielliere di casa Savoia, Giovanni Battista Croce, a codificarne le regole di vinificazione.

Si usano pigiatrici a rullo per una spremitura soffice, e subito vengono separate le parti solide, bucce e graspi, con torchi a delicata pressione per rispettare l’integrità dell’uva.

Il succo ottenuto viene quindi trasferito in recipienti di acciaio inox, dove viene mantenuto a basse temperature per impedire la fermentazione.

Ci sono diverse occasioni per bere un Moscato d’Asti. La tradizione lo vuole perfetto per celebrare una ricorrenza o per quando è festa, oppure dopo una buona cena in ogni giorno della settimana, per via della sua bassa gradazione alcolica, il sapore fruttato e fragrante, e soprattutto, quell’aroma muschiato dell’uva di origine.

Note di degustazione

Vitigno: 100% uve Moscato bianco

Colore: giallo dorato tenue con riflessi paglierino

Profumo: fruttato, con sentori di miele, salvia e muschio

Sapore: dolce, fruttato, ricorda la fragranza dell’uva di provenienza

Temperatura di servizio: 6° C

Abbinamenti gastronomici: perfetto con pasticceria secca, torta di nocciole, dolci Natalizi come il panettone

Vinificazione: parziale fermentazione in vasche d’acciaio a temperatura controllata, filtrazione, seconda fermentazione in vasca e imbottigliamento

Formato: 0,75 l

Da bersi: entro l’anno successivo alla vendemmia

Recensioni

Annuario dei migliori vini italiani 2016 Punteggio 88/100

Punteggio Punteggio 88/100

Guida Annuario dei migliori vini italiani

Anno 2016

Moscato d’Asti DOCG 2014

Bicchiere dalla virtuosa enologia esecutiva, limpido si rivela Demarie.

La suadenza polposa di pera del Roero Arneis Docg 2014, la cremosa spuma della dolcissima uva del Moscato d’Asti 2014, la visciola di ottima suadenza e di vivida intensità d’aroma.

Di gran potenza balsamica il Barbaresco 2011, ben tondo al gusto, il migliore ci dona un gran varietale.

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I Vini di Veronelli 2016 2 stelle

Punteggio 2 stelle

Guida I Vini di Veronelli

Anno 2016

Moscato d’Asti DOCG 2013

I Demarie coltivano le proprie uve sui soleggiati pendii del Roero attraverso metodi compatibili con la salvaguardia dell’ambiente naturale. I Vigneti si trovano nei comuni di Vezza, Castagnito, Castellinaldo e Guarene, impiantati prevalentemente con Nebbiolo, Barbera ed Arneis.

I Vini di Veronelli 2015 1 stella

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Annuario dei migliori vini italiani 2015 88/100

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Moscato d’Asti DOCG 2013

Splendida la fragranzadell’uvosissimo Moscato d’Asti 2013.

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Annuario dei migliori vini italiani 2014 86/100

Punteggio 86/100

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Anno 2014

Moscato d’Asti DOCG 2012

Pressoché completa la rappresentanza di autoctone uve del Piemonte nel bicchiere Demarie. Versatile il suo viticolo ed enologico vista la diffusa piacevolezza rilevata. Assai limpido l’uvoso frutto del Moscato d’Asti DOCG 2012.

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Vitigno

Probabilmente originaria della Grecia, dove oggi e’ coltivato a Samos, Cefalonia e nell’area di Patrasso, questa varieta’ arrivo’ sul territorio italiano ben prima di Cristo (almeno II sec. a.C.).

In Italia ha trovato l’area preferenziale di coltura nelle colline piemontesi (dove pare essere la piu’ antica varieta’ registrata) e dell’Oltrepò pavese.

Anche se limitatamente, è diffuso un po’ ovunque, per esempio nei Colli Euganei ma anche al Sud, in Sicilia, in Puglia ed in Toscana.

Mentre nel Sud e nelle isole si preparano generalmente vini liquorosi, al nord il Moscato Bianco dà origine ad un vino frizzante o spumante di colore giallo paglierino con rari riflessi dorati, profumo intenso ed aroma squisito, corpo leggero ed un perlage perfetto: insuperabile nella sua tipicità.

Le peculiarità del Moscato Bianco sono esaltate dalle caratteristiche climatiche e geologiche della zona di produzione.

E’ emerso infatti che i migliori risultati in termini di componente aromatica varietale, di equilibrio acido e zuccherino e di finezza vengono raggiunti su terreni calcarei, come quelli dell’area collinare dell’astigiano e del cuneese, ed in ambienti con un microclima tipico delle zone collinari.

Il vitigno ha media vigoria, con una produzione buona e costante e vendemmia medio-precoce.

Vigna e caratteristiche annata

Moscato d’Asti DOCG 2018

Vigna

Area di produzione: Langhe

Tipo di allevamento: tradizionale – guyot

Kg di uve per ettaro: 9000 kg/ettaro

Resa di vino per ettaro: circa 6.500 litri

Analisi Chimiche

Alcohol in vol (%): 5,34%

Zuccheri residui: 148 g/l

Solforosa totale: 90 mg/l

Solforosa libera:

Acidità totale: 5,05 g/l