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Vendemmia 2016

Scritto da Paolo Demarie il 25 Gennaio 2017

Dopo un 2014 caratterizzato da piogge abbondanti e, per contrasto, un 2015 con precipitazioni quasi assenti e temperature estive oltre alla media stagionale, con il 2016 si è tornati ad un’annata più regolare ed estremamente positiva per la coltura della vite.

L’annata 2016 è caratterizzata da un ciclo vegetativo più lungo. I primi avvisi di un ciclo vegetativo così lungo si sono verificati già ad inizio stagione, dove il mese di gennaio e la prima parte di febbraio sono stati caratterizzati da temperature miti e scarse precipitazioni, confermando l’andamento climatico che si era già evidenziato nella prima parte dell’inverno. Sul finire del mese di febbraio e per tutto marzo invece le temperature sono scese ed anche le precipitazioni sono state abbondanti così da fornire una buona riserva idrica al terreno anche se inferiore a quella che si è registrata l’inverno precedente.

L’inizio della primavera fa registrare valori termici superiori alla media, dando origine ad uno sviluppo fenologico anticipato, frenato poi nel mese di maggio dove invece le temperature sono state inferiori alla media.

Il freddo “tardivo” ha generato un ritardo nella ripresa vegetativa, che si è protratto fino a fine estate, stimabile attorno ad una decina di giorni per tutte le varietà rispetto allo scorso anno.

La stagione estiva è cominciata con lentezza, poi è stata sostanzialmente stabile, salvo qualche episodio a carattere temporalesco che ha portato anche delle grandinate in alcune zone del Piemonte.

Abbiamo iniziato la vendemmia il 13 settembre e terminata il 19 ottobre. Il periodo vendemmiale è stato caratterizzato da giornate calde, con una grande escursione termica tra il giorno e la notte, che ha favorito l’asciugatura dei grappoli.

Le uve a bacca bianca si presentano con ottimi profumi e una buona acidità, dovuta al fatto che durante il periodo caldo non si sono avuti picchi oltre i 35° come è accaduto invece nel 2015.

Il lungo periodo di bel tempo ha favorito l’accumulo di zuccheri delle uve a bacca rossa, in particolare la Barbera ha acquisito un buon tenore zuccherino ben supportato dalla buona acidità tipica del vitigno.

Le condizioni climatiche durante il periodo della vendemmia hanno consentito un’ottima maturazione anche delle uve nebbiolo, il freddo del primo mattino e il successivo alzarsi delle temperature durante il giorno hanno fatto maturare i tannini del Nebbiolo nel modo migliore, preparando il vino a durare e migliorare nel tempo.

Concludendo, nel 2016 ci possiamo aspettare vini caratterizzati da un ottimo equilibrio con aromi eccellenti e un’importante struttura. Sarà un’annata dalle caratteristiche significative della quale se ne parlerà a lungo.